AMICI IN VIAGGIO

 

Sulle strade del Blues

di Lucio, Emanuele e Mirco

Ci sono emozioni nella vita di ognuno di noi, uniche ed irripetibili, legate a momenti intensamente vissuti che è impossibile raccontare o descrivere. Come chi è riuscito a trovare e ascoltare un rarissimo LP di James Son Thomas alla Ole Miss University di Oxford, o visionare '..and this is free' sulla vecchia Maxwell Street a Chiacago, essendo diventato membro della biblioteca piu' grande al mondo, the Library of Congress di Washington, o ad ammirare le scritte della custodia della chitarra di Furry Lewis vista al Blues Museum. Oppure chi è rimasto abbagliato dal carisma di Bubba Sullivan e dei suoi racconti sul blues in una assolata e solitaria domenica mattina a Helena, Arkansas, o si è commosso sulla tomba silvestre di Mississippi John Hurt ad Avalon, nelle colline del Mississippi, capendo solo in quel momento il profondo significato del suo Avalon Blues..... Come chi ha ascoltato per ore Rat Frank del Riverside Hotel che ha visto passare in quelle camere tutti i bluesman e i loro fans .... e spiegarci .... BE NICE OR LEAVE .....

o l' incontro con Honey Boy Edwards a Ground Zero di Jackson e la colazione americana vissuta insieme la mattina successiva da Rest Heaven ..... o la calorosa e fraterna accoglienza della Central Mississippi Blues Society da Hal's & Mal's a Jackson ... e il loro soul dal vivo !!!

E chi infine ancora porta nel cuore il tramonto del sole rosso sulle rive del  Mississippi o la gentilezza di L.C. Ulmer o il suo sguardo profondo

e i suoi dolcissimi piccoli occhi persi a scrutare il sole che stava morendo, in un afoso pomeriggio a casa sua, passato ad ascoltare i suoi blues .....

o la voce dolcissima di Al Green a Memphis, a evangelizzare i suoi fratelli e sorelle. Attraverso queste immagini non possiamo quindi darvi neanche l'ombra di tutto questo. Speriamo però di fornirvi lo spunto per poter ascoltare un brano o assistere a quel concerto o conoscere quell'artista che magari saprà regalarvi, inaspettatamente, qualcosa che non dimenticherete mai.

Emanuele - Lucio - Mirco

Siamo un gruppo di appassionati di musica, quella popolare degli U.S.A in tutte le sue forme, dal rock al folk, dal jazz al cajun, dal tex-mex al Old Time Music, dal country al bluegrass, dal soul al rhythm and blues ma principalmente di BLUES, la forma musicale creata dagli afro-americani sul finire dell' '800 e diventata poi la base per quasi tutte le altre forme musicali. Il nostro e' stato un viaggio per certi versi particolare, nel profondo sud alla ricerca di tutto quello che e' stato e c' e' tuttora riguardo alla 'nostra' musica.Ma puo' essere un viaggio fatto da chiunque sia interessato a vedere gli Stati Uniti 'on the road', sulla stada a contatto con la gente. Diciamo che questo e' stato il nostro secondo scopo del viaggio, all' inizio marginale, ma poi si e' rivelato importante quanto quello musicale. Abbiamo fatto oltre 8000 km in auto, partendo da New York City verso Nashville e le Appalachian Mountains, zone di tradizionale musica country e bluegrass, poi giu' fino a New Orleans, zona creola, vero crucivia musicale, dove sbarcavano le navi provenienti dall' Africa con gli schiavi, dove e' stato inventato il jazz, ma dove sussiste ancora una forte comunita' francofana che suona ancora musica cajun e zydeco in francese. Poi la Highway 61, verso nord, seguendo il flusso della musica, prima nei campi di cotone e poi verso il Delta, vero cuore del Blues Rurale, patria di Robert Johnson (con le sue tre tombe), Son House, Charlie Patton e tanti altri bluesmen.

Per Delta del Mississippi non si intende il suo naturale sfociare in mare (che e' a New Orleans) bensi' una grande area depressa tra il fiume Mississippi e lo Yazoo, zona alluvionale, dove viene coltivato il cotone. E qui abbiamo visitato piantagioni di cotone, dormito nelle baracche degli schiavi, ascoltati vecchi che raccontavano le leggende del blues, visti Juke Joint, i tipici locali per gente di colore, case natali, tombe, musei, assistito a festival e concerti, fatto amicizia con tanta e tale gente da restare tuttora stupefatti dalla grande ospitalita' della gente del sud.

Poi a nord, a Memphis,con Beale Street e i suoi locali, gli Sun Studios, dove e' nato il Rock & Roll e dove hanno suonato praticamente tutti da Jerry Lee lewis a U2, le sale d' incisione, i musei, Elvis Presley e la sua abitazione, Graceland : tutto ricorda e fa rivivere le varie forme musicali che li' hanno trovato terreno fertile per espandersi.

E dall' ambiente rurale del Mississippi si continua a nord, seguendo sempre il corso del Mississippi e della vecchia HW61, verso Chicago e Detriot, dove dopo la grande Depressione del '29, si e' accentrata l' inurbanizzazione delle popolazione del Sud, con le grandi industrie e il Blues Urbano, elettrificato, quello di Muddy Waters e John Lee Hooker, tuttora suonato su tanti piccoli locali.

Un viaggio fatto con il cuore e la passione che accomuna me e mio fratello Emanuele e un vecchio amico Mirco, colui che ha avuto l' idea iniziale alla quale io e mio fratello ci siamo aggregati. Dopo 8 mesi di preparazione, siamo partiti ai primi di settembre, e siamo stati 'on the road' per tre settimane. Poche per un lunghissimo viaggio, ma abbastanza per poter vedere tutto quello che ci eravmo prefissati, partendo dai nostri ricordi musicali e da interminabili ore passate su Internet per trovare quello che si cercava. Poi a giugno abbiamo poi trovato 2 guide che consiglio a chiunque volesse andare sulle strade del blues : Blues Traveling - the holy sites of the blues (in inglese) con tutte ma proprio tutte le indicazioni sui luoghi sacri del blues e in italiano The Blues Highway, che oltre ai luoghi musicali, da' anche indicazioni di ordine turistico : alberghi, negozi, posti dove mangiare etc. etc.

Viaggio in aereo : noi abbiamo cercato quello piu' conveniente e reale (tanti promettono cifre stracciate, ma poi quando cercate di prenotare in anticipo di mesi non c'e' mai posto) e poi l' abbiamo fatta prenotare a quel prezzo in agenzia.

Abbiamo speso 650 euro Venezia - Mamphis e ritorno Siamo andati in agenzia anche per avere l' assicurazione aggiunta su caduta dell' aereo, annullamento del viaggio, ma soprattutto l' assistenza medica gratuita. In U.S.A. tutto costa e non c'e' assistenza gratuita : anche una banale distosione o una botta, costa salata. All' agenzia hanno varie tariffe piu' o meno sofisticate e costose : noi per 80 euro ci siamo assicurati tutto. Ribadisco : possono sembrare soldi buttati, ma non lo sono. Portarsi una borsetta o zainetto a mano con un pronto intervento : si possono facilmente perdere le vligie. A noi non e' mai successo.

Carta di credito : altra cosa fondamentale da fare per gli U.S.A. Li' tutto o quasi si paga cosi'. Occhio pero' a portarvi anche un po' di contanti, perche' alcuni negozi non la accettano. Solo contante spesso nei negozi gestiti da orientali o ebrei e nei taxi pure. Occhio ovunque ai prezzi, sono di solito piu' economici rispetto da noi, ma alla fine c'e' la maggiorazione per le tasse locali.

On the road, dicevamo all' inizio : e' la maniera piu' profonda per conoscere dal di dentro gli U.S.A. : e' stata mitizzata da tanti racconti, film, ma credetici, e' la maniera migliore. Poi conviene andarci in 3 o 4 per ottimizzare le spese. Vediamo perche'! Noleggiare un'auto non costa tanto, conviene affittarle prima via Internet, pagando con Carta di Credito. Noi a giugno 2008 per un Ford Focus abbiamo speso 100 euro per 10 giorni. Occhio pero' : i prezzi variano, cercate su Internet le offerte migliori. E in qualsiasi momento, per qualsiasi problema si possono cambiare. Il carburante, pur essendo aumentato del 25% in un anno tra il primo e il secondo viaggio, resta sempre conveniente. 4 $ a gallone (poco meno di 4 litri).

E per dormire non ci sono mai problemi : on the road ci sono sempre delle grandissime aree attrezzate con supermercati, pompe di benzina, Motel etc. Lo standard dei Motel e' una stanza grande sempre con 2 letti matrimoniali grandi, con bagno, pulita e ordinata : 70 - 90 $ a notte. Lo stesso prezzo sia da soli o in 4 persone.

E' una delle tranquillita' del viaggio : a qualsiasi ora della notte si trova posto.

Abbiamo usato un navigatore satellitare con le mappe USA (trovate su Internet). E' caldamente consigliato. Li' e' tutto gigantesco e una semplice strada e' una Highway a 4 corsie. Facilissimo sbagliare strada, anche se sono ben indicate. A Nashville, appena usciti dalla citta' ci siamo accorti che dovevamo tornare indietro a pagare un biglietto del parcheggio : abbiamo dovuto fare 6 raccordi autostradali, passare su 4 Highway diverse e nonostante il navigatore ci abbiamo messo piu' di un' ora per ritornare dove eravamo stati li' solo10 minuti prima.

Cibo : ce n'e' dappertutto,locali etnici, fast food o ristoranti, anche self-service dentro i supermercati. Noi abbiamo cercato di scegliere tra la sterminata varieta' di cibo : scartato a priori McDonald & co, le colazioni si fanno abbondanti, pranzo frugale perche' bene o male si e' in viaggio, cena sostanziosa nei vari locali a suon di musica e piatto locale. Dal piatto del Mississippi a base di gamberetti di fiume al catfish fritto (pesce gatto, molto buono) alla carne alla griglia che e' ovunque molto gustosa.

La cosa piu' strana e' stata carne di alligatore fritta in Louisiana : buona anche se con un leggero gusto tendente al dolce.

Birra ovunque, la Bud leggera o Guiness alla spina. Provare il vino californiano, ma a noi non piace. Trovato anche vino italiano nei supermercati, ma prezzi alti. Meglio non esagerare con l' alcool, perche' i controlli per chi va in auto sono frequenti.

Filosofia americana : se tu sei li' in quel tal posto, e' perche' ti hanno gia' autorizzato e quindi e' giusto che tu sia li'. Questo e' quello che abbiamo capito dopo un po' e che ci ha permesso di entrare praticamente in tutti i posti a noi interessanti. Con un po' di faccia tosta 'mediterranea' siamo entrati in locali, biblioteche e musei. Tra l' altro siamo riusciti a diventare membri della Library of Congress e vedere i loro archivi sul blues.

Occhio pero' se ti dovessero fermare: far finta di niente, ringraziare ed andarsene. Se cominciano a insospettirsi scattano le procedure previste e da quelle non esci. E rischi che tra accertamenti e verifiche, passi fermo un po' del tuo viaggio.

Emanuele - Lucio - Mirco



IL WEEK-END DI ROBERTA IN SCOZIA

Ecco il mio week end allungato in Scozia. Partenza da Pisa con Ryanair, che non è stata puntuale con gli orari, sia all'andata che al ritorno. Arriviamo ad Edimburgo verso le 21:00 ( 20:00 locale ) dopo 2 ore e 40 di volo. Appena scesi dal bus navetta mi sono resa conto del fascino della città : strade illuminate per le feste natalizie, alberi addobbati, un forte profumo,e un discreto freddo. ( Il profumo, ci hanno detto poi, che era del malto, e che proveniva dalle fabbriche di birra che si trovano nei paraggi ). Arrivati l'albergo ( Holliday -Inn express ), abbiamo sistemato i bagagli, e siamo di nuovo usciti  per la cena. Era sabato sera, quindi pub pieni di persone, di tutte le età, che ballavano, ridevano, e soprattutto BEVEVANO.  Trovare un posto dove sedere e cenare non è stato così facile. Ce l'abbiamo comunque fatta ad assaggiare il piatto tradizionale Scozzese, ( Huggins ) fatto con interiora di pecora, molto speziato, accompagnato da verdure.Il mattino seguente ci siamo diretti  verso il castello, che si trova in cima ad una delle 7 colline che circondano Edimburgo, visitarlo costa 10 £, puoi acquistare un audio guida che passo passo ti spiega tutte le varie parti del complesso. Indispensabile ! Il castello è bellissimo. Si gode un  panorama stupendo, dal mare, fino alle cime innevate che circondano la città.
Uscendo  percorriamo la famosa Royal Mile, strada fitta di pub e negozi di souvenir, entrate, guardate, e soprattutto ascoltate: da ognuno di essi proviene  musica scozzese, e lungo la strada non è difficile trovare uomini vestiti con il costume tradizionale ( KILT ) ! Il mattino successivo si parte per una lunga escursione, ( 12 ore circa ) si va verso le Highland, quello che abbiamo visto è stato di una bellezza unica : laghi, cascate, ruscelli, montagne innevate, cervi, hamish. Una immersione totale nella natura.  A Loch Ness sosta con gita in battello verso le rovine del castello di Urquhart, per poi proseguire verso Inverness, con altra  sosta, stavolta in un piccolo paese,che sembrava abitato da Elfi, peccato che in questa stagione ( dicembre ) alle 16:00 poco meno è già buio, e ti godi la metà di quello che potresti. Per l'ultima giornata abbiamo deciso di rimanere nei paraggi, cercando però qualcosa di interessante da visitare. Abbiamo preso un bus, e ci siamo  diretti verso Rosslyn Chapel, che dista dal centro città  poco meno di 15:00 minuti. Il bus num. 15 ( passano tutti da Prince Street ) ti lascia a pochi mt. Il paese è molto carino, come tutti in villaggi Scozzesi del resto. La  chiesetta è minuscola, ma vale la pena visitarla, sembra un ricamo, ricca dentro e fuori di intarsi, e tanti misteri : dai templari, alla famosa colonna dell'apprendista, i Greenman, il Santo Graal, e, per finire la linea della rosa ( CODICE DA VINCI ). Consiglio comunque una ricerca in rete prima della partenza, per sapere tutto quello che c'è da sapere del luogo. Vicino alla chiesa se volete potrete visitare anchele rovine del castello. Usciti da Rosslyn ci siamo diretti verso Portobello beach, per vedere il mare. Anche qui, paese molto carino.  Abbiamo fatto una passeggiata sulla spiaggia, che è enorme,  un the in un pub, per riscaldarsi, e poi di nuovo verso l'albergo, stavolta purtroppo per prendere i bagagli e dirigersi verso l'aereporto.....Bye Scozia, luogo magico. A presto, spero. 


IL VIAGGIO DI ROBERTA A PRAGA
Ecco un altro piccolo viaggio, durato poco più che un week end, ma grande per bellezza, e per quello che mi ha lasciato nel cuore. Praga. Città bellissima, dove si mescolano vari stili architettonici, dove nasce la leggenda del Golem. Abbiamo alloggiato all'Hotel Capri, carino, pulito, e non molto caro. Non proprio in zona centrale, ma non importa : Praga è ben servita, da metro e filobus, che passano a pochi minuti l'uno dall'altro. I quartieri da vedere sono principalmente Stare mesto e Mala strana. Mala strana è la zona  delle ambasciate, dei ministeri, molto tranquilla e carina, dominata dal castello e dalla  bellissima cattedrale gotica di San Vito. Un giorno vi servirà solo per visitare il castello, i suoi musei, il famoso vicolo dell'oro  ( un tempo dimora di alchimisti, e in seguito di Kafka  ). Stare mesto è l'altro quartiere da non perdere: il ghetto ebraico, ( il più vecchio d' Europa ) con il suo famoso cimitero e le sinagoghe, la  cattedrale di Thin e il famoso orologio a fasi lunari. Questi due quartieri sono divisi dal famoso ponte Carlo, intasatissimo di turisti e musicanti del luogo ad ogni ora del giorno e della notte. Fermatevi ad osservare le vetrine piene di cristalli, vi rimarrano impresse nella mente per la sua bellezza. Se potete, e se per le vostre tasche non è troppo proibitivo ( non sono così bassi i prezzi ) provate a mangiare in una delle tante osterie, alcune delle quali con ambientazioni medievali. Praga è un luogo che non ti stancheresti mai di vedere, un po' per i suoi personaggi,   strani... un po' la sua maestosità, che ti avvolge totalmente. 4 giorni sono veramente pochi per una città che offre tante attrattive ; musei, giardini e altro che purtroppo non abbiamo potuto vedere. Se potete prendetevi una settimana, sarà più che sufficente. Buon viaggio !
 

 

IL VIAGGIO DI ROBERTA IN TUNISIA

Eccomi di ritorno dai 15 giorni tunisini.
Il villaggio era molto carino, ( Carribean wolrd ), dotato di molte piscine,
di cui una immensa, grande quanto due campi da calcio, e con acqua salata.
Pulitissimo e ben tenuto, personale gentile.
Monastir l'abbiamo girata da soli, è piccola ma molto carina.
Dal villaggio siamo poi partiti per le escursioni : la prima riguardava
Cartagine, Tunisi e Sidi Bou Said. Tunisi ci è sembrata un po' anonima,
Cartagine suggestiva, e Sidi molto carina, ma sembra di essere a Capri !!
Dopo un po' di mare a Monastir siamo partiti per la seconda escursione, la
più bella in assoluto, anche se massacrante !
Partenza dal villaggio alle ore 06:30, direzione El Djem, che, si fa vedere,
ma non è granché.
Rimontiamo sul pullman alla volta di Matmata, ( uno dei set di guerre
stellari ) panorami bellissimi, peccato per le poche soste, a parte quella
alla casa troglodita.
In serata siamo arrivati a Douz, la famosa porta del deserto, lì ci siamo
preparati e vestiti come beduini per il tramonto da fare sui dromedari.
Un'esperienza da fare !


Il mattino seguente sveglia alle 04:00, colazione veloce e poi via, verso Chott El Jerid a vedere l'alba sul lago salato. Paesaggio surreale, reddo intenso, tanta gente che aspettava il sorgere del sole da dietro le montagne dell'Altante. In seguito siamo passati da Touzer, purtroppo senza fermata, in quanto diretti verso le oasi di montagna.
Da Touzer abbiamo noleggiato le jeep, siamo partiti verso il confine Algerino, la strada sembrava un formicaio, e le jeep le formiche. Non
c'erano altri mezzi, oltre a quelli che salivano e scendevano per le escursioni.
Abbiamo visitato i canyon, ( altro set di guerre stellari ) le oasi, le cascate, i vecchi villaggi Berberi, ormai dismessi.
Sulla strada del ritorno abbiamo fatto con i fuori strada le dune, peccato che la nostra era obsoleta, e quindi l'unica a non riuscire a fare tutto il
percorso.Peccato !
Ultima chicca, forse quella che mi ha più segnato.. i miraggi.
Mi sono accorta ad un certo punto che all'orizzonte del paesaggio vedevo un enorme lago, sono stata zitta, pensavo di non averlo visto all'andata, e quando l'autista ci ha detto : " le mirage " indicando il punto ho capito...
Vedevamo a destra e sinistra dei laghi blu profondo, e in mezzo a questi c'era un effetto di asfalto surriscaldato, e lì il miraggio più bello :
vedevo sfilare delle sagome scure, che, almeno a me sembravano colonne di camion in movimento. Fantastico!!
Siamo ritornati al villaggio dopo una piccola sosta a Keirouan, la città santa, con la sua famosa Moschea del barbiere, e la grande Moschea.
Che dire ? Mi è piaciuta abbastanza, soprattutto il sud, è lì che vedi la vera Tunisia.
Prossimo viaggio : Thailandia, o almeno, mi piacerebbe.
Un saluto,
Roberta.

IL VIAGGIO DI ROBERTA ZAINO IN SPALLA A CUBA

in foto: Cayo Levisa

A Cuba siamo arrivati a scatola chiusa,  non avendo  fissato nulla di preciso dall'Italia. Zaino in spalla e via, tre settimane all'avventura. A Cuba però, se non hai un indirizzo dove andare non passi neanche la dogana. Noi avevamo trovato e prenotato una casa particular ( una sorta di  Brad and Breakfast Caraibico ) per 3 giorni all' Habana tramite internet, nella  zona del Vedado. In queste case hai la possibilità non solo di dormire, ma anche di fare la 1° colazione e la cena,il tutto a prezzo modico. All'uscita dell'aeroporto Il caldo  e l'umidità (che  a luglio si aggira sul 90% )  si sono fatte  subito sentire ! Ma ciò che vedevamo dal taxi era così entusiasmante che sul momento  non ci abbiamo fatto caso. Macchine anni ' 50, vecchi camion carichi di persone, palme e colori. Un sogno !All'Habana siamo stati due giorni, abbiamo girato per le strade della città vecchia. Abbiamo fatto un giro panoramico a bordo di un taxi privato sul Malecon, la casa del Che, Plaza della Revolucion,ecc.  la Habana vieja è piena di locali dove dal mattino presto puoi ascoltare musica dal vivo. Da lì ci siamo spostati verso Pinar del Rio,  ( con pullman Viazul, dotati di aria condizionata ) per vedere i famosi Mogotes. La padrona della casa del Vedado, ha fissato per noi una camera a Vinales, in un'altra casa particular.
A Cuba funziona così, usano passarsi turisti da una casa all'altra, una specie di favore che si fanno. E tu da turista non devi sbatterti più di tanto per trovare alloggio da un luogo a un altro. Inoltre : sei trattato in maniera egregia,  perché hanno tutto l'interesse che tu ne parli bene, facendogli arrivare così altri clienti. Vinales..  E' un piccolo paesino, dove tutti ti salutano, che siano locali, o turisti, poco cambia.Il giorno dopo siamo partiti per la vallata, che, dice , dal giurassico non sia mai cambiata... la guida ci ha condotto attraversando le piantagioni di tabacco fino a un lago sotteraneo e lì abbiamo fatto il bagno. Consiglio, per chi voglia fare questa esperienza, di non andare a pied, come  fatto da noi!!  12 km sotto il sole, tra recinzioni da scavalcare, pantani da saltare,con quel tasso di umidità si perde la calma con facilità!!! Le stesse escursioni le potrete fare a cavallo, sicuramente meno stancanti.  Ci sono altre grotte, raggiungibili in taxi, ma non hanno lo stesso fascino. Da Vinales abbiamo fissato una mini escursione sull'isola di Cayo Levisa, isolotto disabitato, con un mare fantastico ( Golfo del Messico ). Merita!!! Attenzione però ai mosquitos, a me sono costati una cura cortisonica per endovena, quindi dotatevi di spray idoneo. Dopo quattro giorni di pace e natura a Vinales siamo partiti alla volta di Trinidad. Chi va a Cuba e non vede questo luogo si perderà davvero tanto. E' stato dichiarato patrimonio dell'umanità, e come dargli torto?? Cittadina coloniale, ( come la nostra casa particular ) vivace, coloratissima, con un bel mercatino giornaliero. Anche qui, come in tutto il resto dell'isola, l'immancabile salsa caraibica! Ci abbiamo passati quattro giorni, due in più di quelli previsti, ne valeva la pena. A pochi km dal paese c'è la penisola di Ancon, con un mare discreto ( Mar dei Caraibi ) e sabbia bianchissima. Abbiamo alloggiato in una struttura alberghiera, enorme, però ben pulita.Tra un bagno e l'altro ci siamo fatti anche un giro nell'interno, chiamato Topes de Collantes. Tantissimo verde, fiumi, e cascate. Dopo cinque giorni di mare caraibico abbiamo contrattato con un taxi il prezzo del viaggio verso Varadero. Abbiamo tagliato l'isola a metà, strada facendo ci siamo fermati a Santa Clara, e visitato il mausoleo del Che. Una bella emozione per tutti noi.Ed eccoci a Varadero. Una striscia di terra, piena di strutture alberghiere, dove dice che la sabbia non sia naturale, ma che vi sia stata trasportata. Questa volta il mare è l'Oceano Altantico, acqua limpida e trasparente, spiaggia sporca. Non la consiglio, ci siamo capitati per caso, ma dopo due giorni eravamo di nuovo in viaggio, stavolta diretti verso la penisola di Zapata, dove dice sia sbarcato Colombo, e dove ci sono stati i primi insediamenti umani ( tribù dei Taino ). Con la guida e un motoscafo abbiamo navigato per i canali, che, per capirsi, ricordano quelli della Florida. La zona è infestata da coccodrilli, e il coccodrillo è uno dei piatti forti del luogo.. Dopo la sosta per il pranzo ci hanno portato a vedere la famosa  Baia dei Porci, ci hanno raccontato la storia dello sbarco americano e di come fallì. Gli ultimi giorni li abbiamo passati a Varadero, annoiati dal tran-tran alberghiero ci siamo fatti un piccolo giro del paese, che ripeto, si può anche evitare. Ritorno a casa.... con la alma de Cuba nel corazon.

IL VIAGGIO DI ANGELA E FABIO IN NORVEGIA

 

Ciao Alice! Dopo due settimane da questo lungo viaggio sto lentamente tornando alla quotidianita'. Ti ringrazio ancora per il supporto di cui ci hai fornito anche durante il viaggio. Allora,  ti racconto in breve questo viaggio e le varie tappe (Ho scritto un mio personalissimo diario di viaggio supportato da foto ed impressioni, ma e' lungo 32 pagine, praticamente un libro!). Siamo partiti da Roma (piu' precisamente Ostia, sul mare, dove abitiamo) con la nostra macchina, il 22 Giugno. Abbiamo impiegato 8 giorni per raggiungere "velocemente" Capo Nord, dove ci ha accolto un  sole stupendo per 3 giorni consecutivi (li' dicono che e' un evento alquanto raro). Da li' e' iniziata la nostra vera vacanza: abbiamo percorso la Norvegia da Nord a Sud visitando Le isole Lofoten, citta', fiordi di tutte le dimensioni. Abbiamo fatto una mini crociera sul Geirenger Fjord, abbiamo percorso la strada dei Troll, abbiamo fatto il percorso della linea ferroviaria Flam, con la piu' alta pendenza al mondo, uno spettacolo ed un'opera veramente affascinante, ma anche la Strada Atlantica, che collega un'isola alla terraferma con una serie di ponti su sette isolette. E' stato un viaggio molto bello, un po' faticoso perche' lungo e in continuo movimento. Ha guidato per tutto il percorso mio marito Fabio per ben 12500 km! Ma a lui piace guidare ed e' tornato fresco come una rosa! Abbiamo fatto un mare di foto e video, che cerchero' di assemblare in una maniera decente.

Da Roma a Caponord abbiamo prenotato tutti i pernottamenti in albergo o campeggi, mentre in Norvegia ci siamo fermati nei campeggi che incontravamo durante il nostro percorso, dove affittavamo le hitte, con cucina e bagno. Ci siamo portati diverse scorte alimentari, che per fortuna ci sono state molto di aiuto. In effetti in Norvegia se vuoi mangiare decentemente devi recarti nei ristoranti, che non sono affatto economici!! Oppure accontentari delle paninoteche. Per quasi tutto il viaggio ci ha accompagnati bel tempo, anche se con temperature decisamente piu' basse rispetto a quelle di quel periodo qui a Roma, come del resto anche in questi giorni, dove ci stiamo letteralmente morendo di caldo. Infatti al rientro l'impatto e' stato poco piacevole. Soltando a Bergen abbiamo trovato la pioggia: la nostra intenzione era quella di fermarci li' qualche giorno per visitarla in lungo e largo (ed anche in alto), ma al secondo giorno siamo ripartiti con estremo dispiacere per l'occasione persa. Peccato! Siamo rientrati dopo ben 29 giorni il 20 Luglio. L'esperienza del sole di mezzanotte a Capo Nord e' stata bella, anche se questo ci ha accompagnati da Rovaniemi in Finladia (abbiamo anche visto e parlato con Babbo Natale!!!!) fino a Mo i Rana: entrambe le citta' infatti si trovano sul Circolo Polare Artico. Abbiamo attraversato molti ponti e percorso tunnel  anche sotto il mare. Cascate e torrenti dappertutto. I gabbiani erano dappertutto e spesso  prendevano il cibo in volo anche dalle mani. Una citta' che mi e' piaciuta molto e' Malmo in Svezia, collegata a Copenaghen da un ponte, ricca di fiori, negozi, tanta gente che affollava locali di ogni genere, le piazze quelle piccole e quelle grandi, i parchi ricchi di laghetti e fiori, ma soprattutto di una sorta di papere, che "brucando" tengono i giardini in perfetto ordine (saranno stati assunti dal Comune come giardinieri?) Questo il nostro percorso  e le localita' in cui ci siamo fermati: Roma - Monaco - Sassnitz in Germania da dove ci siamo imbarcati per raggiungere Trelleborg in Svezia - Malmo - Jonkoping - Gavle - Umea  - Rovaniemi - Ivalo - Caponord - Isola di Senja - Isole Lofoten - imbarco per Bodo - Mo i Rana - Trondheim - Molde - Alesund - Geirenger Fjord - Ghiacciaio Jostedal - ferrovia Flam - Bergen - Oslo - Malmo - Sassnitz - Monaco - Roma. Ti mando una nostra foto, anche per farci riconoscere! Ho letto e visto le foto del vostro ultimo viaggio. Anche l'Irlanda sembra molto bella. Ma credo che se si e' curiosi del mondo e se si ama viaggiare, tutte le localita' possono apparire belle. Vi mando un grande saluto, a presto Angela&Fabio  

ANCHE MATTEO E' STATO IN NORVEGIA, ANDATE AL SUO BLOG CON IL RACCONTO E FOTO

Ciao carissima! Ti ricordi quel pazzo scatenato che qualche mese fa ti stressava chiedendoti info sull'Hurtigruten?!
ECCOMI QUA!!! :D

Sono appena tornato, e come mi avevi annunciato... E' STATA UNA VACANZA MERAVIGLIOSA!!! :)

Io e la mia morosa abbiamo tenuto un blog del viaggio... con il mini- diario per ogni giorno!
Giù in fondo alla home page c'è il link alla galleria fotografica!
Se ti va facci un salto e dimmi che ne pensi (sia del blog, che delle foto)!

http://web.mac.com/matteo.morigi/Norvegia_2008

Grazie ancora per i consigli preziosi (oltre alle mail... abbiam preso tutte le info su clima, escursioni e su cosa mettere in valigia dal tuo sito)!